Dolci Lombardi

I Dolci Lombardi e la relativa pasticceria si basano su ingredienti semplici e comuni: latte e panna, noci e nocciole, castagne e mele. Tradizionalmente Milano è la città del Panettone, Pavia della Colomba, Mantova della Sbrisolona, Cremona del Torrone.

Torta Sbrisolona:

La Torta Sbrisolona di Mantova abbina la farina gialla a mandorle e vaniglia. Chiamata in questo modo per via della consistenza simile alle briciole, la torta è nata tra il ’500 e ’600 come piatto povero di origini contadine. La Sbrisolona si caratterizza per la sua consistenza piuttosto secca e croccante che rende complicato il taglio; si consuma rotta a pezzi con le mani ed è preferibilmente servita con un vino dolce liquoroso.

Torrone:

Il Torrone, dolce tipico della città di Cremona, avrebbe origine da un dolce servito il 25 ottobre 1441 al banchetto che si tenne dopo le nozze, celebrate a Cremona, fra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Tale dolce consisteva, come storicamente accertato, in un composto di mandorle, miele e bianco d’uovo molto compatto, modellato in modo da riprodurre la forma del campanile del duomo, il noto Torrazzo. Proprio per esaltare le qualità di questo prelibato dolce cremonese ogni anno nella città di Cremona si tiene a Novembre la ‘Festa del Torrone’.

Colomba Pasquale:

La Colomba Pasquale è il dolce italiano di pasta lievitata più rappresentativo della Pasqua. La preparazione è stata inventata in Lombardia negli anni ’30 quando la ditta milanese Motta, per sfruttare gli stessi macchinari con cui produceva i panettoni, pensò di ideare un dolce che fosse altrettanto rappresentativo della Pasqua. La sua composizione differisce da quella del dolce natalizio per una più accentuata presenza nell’impasto di scorza di arancia candita, a totale sostituzione dell’uvetta, per una maggiore quantità di burro e uova e per la glassa di zucchero e mandorle.

Panettone:

Nel capoluogo lombardo non può mancare il Panettone. Una leggenda riferisce che nacque dall’errore di un giovane di cucina alla corte di Lodovico il Moro che, avendo bruciacchiato il pane per il Signore di Milano, riuscì a rimediare impastandolo con uova, zucchero e spezie e raccolse poi gli elogi di tutta la corte.